martedì 14 aprile 2015

Errori di prospettiva

In relazione al precedente post - La vera ragione è che viviamo l’epoca degli “steccati”, in cui ognuno **affetta** un’apertura mentale che non ha -, ed al precedente “René Guénon”, articolo del 2007, da una vecchia community, l’errore sta nell’aver preso taluni aspetti, quelli più immediatamente afferenti all’epoca sua, e nell’averli resi gli unici, perdendo di vista la prospettiva più vasta

Quest’ultima, però, è quella decisiva, da cui tutto il resto dipende.  
Ed il punto decisivo, “non negoziabile”, come si dice oggi (dove lo spazio di non-negoziabilità cresce sempre troppo...),è l’idea di Traditio Una, che non nega le differenze, ma dà loro un posto non così decisivo come lo è ancor oggi. Ed è questo il punto decisivo

Per “decisivo” s’intende questo: la “Decisione ‘finale’” sarà presa in base a questo punto preciso. 

Essedosi dimenticati di questo, avendo sostanzialmente teso ad islamizzarne l’opera, han perduto completamente di vista la centralità di questo punto. Ed ecco l’alzata di bandieruole, ed ecco il chiudere gli spazi come “privati”, eccetera eccetera. 

E’ come se uno guardasse le rome e non il cammino. E’ come se ci si fissasse alle singole orme lasciate dal piede, ormai lontano, e lo si confondesse con il cammino stesso. No, il cammino non è né le orme lasciate sul terreno né i piedi che le lasciarono. Il cammino è una direzione ovvero un senso

Chi ha obliato questo punto ha gettato il bambino con l’acqua sporca, come suol dirsi. Ha perso di vista l’essenza dei problemi e si è perso in cunicoli secondari e senza uscita. 


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