domenica 29 novembre 2015

Link di un’intervista a Marco Capuzzo Dolcetta





Una sola nota: “Neuschwabenland” non è Nuova Svezia, ma nuova **Svevia**, un probabile refuso.


Un breve commento. Quanto poi ai “vinti che ritornano”, è una grossa sciocchezza, non è che “i vinti tornino”, ma che vincitori e vinti affondano nel processo di crescente dissolutio alchemica, che andrebbe fermato …


Vero invece che la storia, senza maiuscole, si fa ascoltando tutte le voci e tutte le fonti, ma, poi, si prende una decisione …
 

4 commenti:

  1. Si deve qui necessariamente ricordare la recente scomparsa del prof. M. Capuzzo Dolcetta, in quanto è stato più volte ricordato, con link e commenti, su questo blog. Allievo della scuola francese de “Les Annales”, ha saputo interessarsi di tematiche di “frontiera”, come si dice oggi, oltre che saper inserire l’iconografia (secondo la lezione **soltanto** iniziata col Warburg Institute) peinamente nel discorso storico (per esempio, le sue riflessioni sul noto dipinto di Böcklin).

    Va ricordata la sua pubblicazione, di cui si è trattato “en passant” su questo blog, “Gli spettri del Quarto Reich”, di esattamente dieci anni fa.


    Ricordo non solo questo link - di qui sopra - su di una sua intervista, ma la lunga trattazione della “vexata quaestio” delle “sette torri del diavolo”, di cui vi son varii links in cotesto blog.




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  2. Su quest’ultimo tema - le “sette torri del diavolo” - Dolcetta, pur **direttamente** ispirandosi a Guénon, ne ha in parte corretto alcune posizioni, facendo riferimento direttamente alle fonti mediorientali.

    Una qualche discrepanza tra i due, peraltro **secondaria** - occorre dirlo chiaramente -, ha convinto qualcuno sembrerebbe a “mediare” fra le due posizioni, evidentemente con lo scopo di giungere il più vicino possibile - **con le fonti oggi a disposizione**, sia detto ben chiaro - all’ “effettivo” stato della questione.
    Il link è:
    http://www.superzeko.net/doc_incanus/IncanusSullaDifferenteUbicazioneDiUnaTorreDelDiavolo.pdf.

    Occorre sottolineare l’espressione “con le fonti oggi a disposizione”, in quanto **nulla esclude** che fonti nuve, diverse, pur **non facendo cambiare la sostanza della questione**, comunque inducano a riposizionare qualcuna delle “torri del diavolo”.

    La discrepanza fra Dolcetta e Guénon, infatti, **non** riguarda proprio per nulla che le “sette torri del diavolo” ci siano o non ci siano, ma **dove** posizionare le meno note fra di esse.
    Per le più note, invece, il problema dell’ubicazione **non** susssiste.





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  3. La volatilità della Rete ha dell’incredibile: il link del post, ovvero quello dell’intervista di E. Casula a M, Capuzzo Dolcetta, non è più attivo. Chi fosse interessato a leggersi detta intervista, può farlo in un altro link, questo:
    https://lapromenadecult.wordpress.com/2011/05/05/intervista-di-emanuele-casula-al-prof-marco-capuzzo-dolcetta/

    Direi che la “volatilità” è una delle caratteristiche distintive della nostra epoca. Ora, tal termine ha uno specifico significato in àmbito alchemico, su quale occorrerebbe far mente locale.





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