venerdì 9 settembre 2016

In Relazione al precedente post ...


In relazione ad un recente, precedente post (Altre immagini dell’epoca di Federico II, “I Normanni” (1994), ed altro (Colli, Cacciari “Metropolis”)), e cioè alla relazione in cui “Apollo” sta da un lato e “Dioniso” sta da un altro, va precisato, ancor una volta, che sia tenerli separati sia che “Dioniso” sia negato, non corrisponde alle società “tradizionali” come noi le possiamo storicamente osservare, anzi, è vero il contrario: esse davano sempre a “Dioniso” un suo proprio posto. E non solo per controllarlo, come diceva Guénon nel suo articolo Sul significato delle feste carnevalesche (riferimento ricordato nella nota 3 del post qui appena sopra ricordato e cui si rimanda); e non solo per motivo di “ammonimento”, come in Bosch.  



Per esempio, Pasolini sapeva ancora dare a “Dioniso” il suo posto, ma lui questo l’aveva preso, seppur profondamente cambiandolo eh (Pasolini rimane moderno), dalla società contadina, dove “Dioniso” ha un suo proprio posto.



E’ nella modernità che “Dioniso” non ha più alcun posto, ma, e questo è solo apparentemente contradditorio, una volta che “Dioniso” si scateni, ha un ruolo ed un posto assolutamente eccezionali ed abnormi nel mondo moderno, rispetto al “mondo della Tradizione” (per usare un’espressione evoliana).



A questo punto, si può capire come solo nella modernità si possa dunque avere la “dissoluzione” nel senso di Guénon, cosa di cui si è avuto modo di assaggiarne il senso - a modo suo, modo che non si ripeterà ... - nel corso dell’epoca Prima-Seconda Guerra Mondiale - l’epoca della “guerra civile europea-mondiale” - come qualcuno, giustamente, l’ha chiamata.



Convien sempre riprecisarlo: le cose non si ripetono mai uguali, ma eventi che hanno dei paralleli fra loro conservano tal parallelismo nel corso dei vari tempi. 






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