domenica 17 luglio 2016

“Une différence”, 3-4 “petite” -





Misuri amo la differenza … lo scorrer de’ decenni … 


Potete fare un’insurrezione
proletaria a condizione che gli altri
diano l’ordine di non sparare,
se vi mettono davanti due battaglioni
di carri armati la rivoluzione proletaria
o niente sono la stessa cosa …”.
André Marlaux, (Conversazioni) [1]



Riportiamo ad OGGI questa FRASE:

Potete fare un golpe a condizione che gli altri
non diano ordine agli islamisti radicali
di bloccarvi.
Se vi mettono davanti un qualche migliaio
d’islamisti arrabbiati
il golpe o niente sono la stessa cosa …”.





14 commenti:


  1. Cfr. http://associazione-federicoii.blogspot.it/2016/07/linnominaile-attuale-da-la-rovina-di.html, la rovina è del **mondo moderno** “tout court” e **non** del solo Kasch, o forse ... del cash ...!


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  2. http://www.lulu.com/shop/enrico-fortunia/la-valle-del-pavone-blu/ebook/product-17529623.html

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  3. Alla luce - **oscura**, davvero molto - dei recenti eventi im München, si può dire ... “... cadranno in tre”, e la G. P. cadrà come sistema.

    E “qualcuno“ passerà “il fiume Eufrate...”, come s’è detto in un vecchio post ...


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  4. Non mi sovviene a che passo si riferisce la citazione "cadranno in tre", qual è?

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  5. Dal ibro di “Daniele”, cap. 7, vs. 24. Riecheggiato nell‘ “Apocalisse” di Giovanni, cap. 17.

    Cfr. http://associazione-federicoii.blogspot.it/2015/02/apocalisse-cap-16-leufrate-liraq-e-le.html.


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  6. Tra l’altro, nel blog “fratello”, e “parallelo”, cfr. https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2013/12/02/fine-del-systema-detto-della-grande-prostituta/.

    Tal link è **sempre** in relazione ad “Ap.”, cap. 17.








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  7. “Cordovero [Moses (Safad, 1522 – 1570)] distingue dieci tipi di provvidenza [ovviamente in relazione alle “Sephiròth”, nota mia], dai quali è possibile capire i vari modi d’azione della provvidenza individuale tra i gentili e Israele. […] secondo la sua opinione, a un uomo possono accadere cose senza la guida delle provvidenza, e può avvenire persino che i peccati di un uomo faccia sì che egli venga abbandonato ‘alla natura e al caso’, **che è l’aspetto di Dio che cela il suo volto all’uomo**. Anzi è incerto, di momento in momento, se un particolar evento nella vita di un individuo sia di quest’ultimo tipo, o se sia un risultato della divina provvidenza” (G. SCHOLEM, La Cabala, Edizioni Mediterranee, Roma 1982, cap. “La Providenza”, pp. 385-386).

    Ecco, “Dio che cela il suo volto all’uomo” e l’uomo “abbandonato ‘alla natura e al caso’” è cosa che può accadere anche all’**intera** umanità, e sta oggi accadendo, anzi da vario tempo. Questo essere “abbandonati ‘alla natura e al caso’” - e cioè alle **leggi deterministiche e necessitanti su di un determinato piano della Manifestazione**- è quel che sta succedendo da molto tempo, come dimostrato da Guénon ne “Il Regno della Quantità”.

    La domanda da un milione cento sessantaseimila settecento Euro - al cambio (“di riferimento”) recente - è dunque: vi è la possibilità di far intervenire un “qualcosa” in questo chiuso sistema di necessità auto-alimentante-si …





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  8. Provo a fare un'analogia tra la sadhana individuale e la storia umana con riferimento alla situazione presente.
    Prendendo spunto da quel pochissimo della mia esperienza diretta, ho osservato come nella mia vita "Dio abbia giocato a celarmi il suo aspetto" finché non è intervenuto qualcosa che, lì per lì, mi sembrava esterno e "totalmente altro" rispetto a me, che mi ha totalmente sconvolto. Invece dopo ho scoperto che quel qualcosa era in realtà il maestro interno, "la cosa a me più intima finanche di me stesso", insomma il "cuore" che poi porta una persona a trovare un maestro esterno che ti faccia da specchio e a iniziare il percorso.
    Guardando retrospettivamente ai periodi immediatamente precedenti a questa "irruzione sconvolgente", con la coscienza di poi mi sono accorto che in realtà c'è stato un progressivo smantellamento delle mie certezze e un fallimento dei miei sistemi di riferimento che mi hanno portato al punto in cui non c'era più nulla cui potessi "appoggiarmi". E questo mediante mezzi che a me sembravano frutto del caso e della natura. Ciò mi ha letteralmente costretto a chiedermi: cos'è l'essenziale? E in quella situazione disperata, è avvenuto il capovolgimento.

    Ora, provando a tracciare un'analogia, possiamo immaginare che ci debba essere un "cuore" dell'umanità che invii stimoli, dapprima confusi e non veramente percepiti, a rivolgersi a ciò che c'è di veramente essenziale. Visto che questi stimoli vengono dall'Alto, la mancanza di questo cuore significa la mancanza di un "canale di trasmissione", e niente può accadere.
    Ma allora, questi eventi che si stanno rincorrendo a velocità sempre aumentata, non è forse il mezzo tramite con cui si creano le condizioni in cui qualcuno possa prendere la funzione di "cuore" (élite)? Cadono tutti i sistemi e non ci sono più certezze: non è una ripulitura, un tentativo di portare qualcuno (pochi) a rivolgersi all'essenziale?
    Costituito questo "cuore", canale attraverso cui dall'Alto si potrà raggiungere gli strati più esterni dell'umanità, allora sarà possibile iniziare un'altra fase. Ma, come detto da Monsieur G., ciò non significherebbe comunque che la collettività perverrebbe a un'alta conoscenza, così come sarebbe assurdo pretendere che l'inizio del percorso individuale significhi la trasfigurazione di tutta la "natura inferiore".

    Perciò, se così fosse, la domanda riguardo la possibilità di far intervenire qualcosa all'interno di questo sistema di necessità sarebbe ricondotta alla necessità (e alla priorità) della costituzione dell'élite e alla sua funzione escatologica nei confronti dell'intera umanità (e non più del solo Occidente ormai).

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  9. L’analogia è fondamentalmente corretta, sebbene rimanga un’analogia e non un parallelo completo perché la dimensione “sociale” implica comunque una minore ricettività, dovuta alla presenza delle masse - come s’è detto altrove -, rispetto a quanto o a quel che può fare, o ricevere, un individuo specifico. Ma l’essenza dell’analogia è fondamentalmente **corretta**.

    Dunque all’Or, tu chiedi: “possiamo immaginare che ci debba essere un “cuore” dell’umanità che invii stimoli, dapprima confusi e non veramente percepiti, a rivolgersi a ciò che c’è di veramente essenziale. Visto che questi stimoli vengono dall’Alto, la mancanza di questo cuore significa la mancanza di un “canale di trasmissione”, e niente può accadere.
    Ma allora, questi eventi che si stanno rincorrendo a velocità sempre aumentata, non è forse il mezzo tramite con cui si creano le condizioni in cui qualcuno possa prendere la funzione di “cuore” (élite)? Cadono tutti i sistemi e non ci sono più certezze: non è una ripulitura, un tentativo di portare qualcuno (pochi) a rivolgersi all’essenziale? ”.
    La (le) risposte son semplici, eppur complesse (“same as it ever was, same as it ever was”): 1) sì, senza dubbio, certissimo; 2) idem. Ma qual è il “punctum dolens”, chiedo io, a ‘sto punto. Sta in quel che tu stesso hai notato: “Visto che questi stimoli vengono dall’Alto, la mancanza di questo cuore significa la mancanza di un “canale di trasmissione”, e niente può accadere”. In una parola - trattando di quest’apparente contraddizione -: “chi” (o “cosa” o “quali”) prende la funzione di “COR” e, dunque, conseguentemente, permette a che gli stimoli **siano RICONOSCIUTI**, prima cosa, perché **manco questo** c’è oggi, e, seconda cosa, costruisce il “Pons” dove la necessaria “ripulitura” sia operata in senso **positivo** e si ri-conosca quanto sempre conosciuto, che cioè cotesto “stimulus package” (ironia voluta e velenosissima) non è parte di alcunché conosciuto “prima” (in senso temporale, ovvero *apparente*) e quindi non basti rifarsi al passato o assommare cose note per giungere a tale “stimulus”. Come, nêllä tüa vïtä, tü häi ri-conosciuto che “Ciò”, che “Quel” NON ERA simile a nessun’altra realtà da te gnosciuta “ante”.

    QUESTO è DECISIVO. QUESTO PUNTO, in tendo. Ed anche fuori tenda, Purché vi si tenda, senz’attendere perché “GIÀ” ivi, già QUI. Ecco, “chi” si “tende” a “Ciò”, oggi, “hic et nunc”, ecco il punto vero. Chi richiama? Chi “aspira” (senz’aspirapolvere né altri mezzi tecno-illogici - di sorta)?
    Oggi “Chi” difende la “Terra Santa” ??
    Come scriveva “Incànus” - a sua volta citando Corbin, ma in **tutt’altro** contesto da quello di Corbin -, Nessuno! Nessuno! Nessuno!!

    Questo è “IL” nostro PROBLEMA DEI PROBLEMI, ed è laddove è intervenuta la “frattura” vera e propria, la “(DYS-)SOLUZIONE di continuità”, **NON** meramente l’interruzione dell’iniziazione “VIRTUALE” che oggi rimane **tale**, cioè virtuale, e NON “PASSA” in realtà effettiva: il seme cade sulla roccia, per parlar evangelicamente … Ma il disc’orzo ci condurrebbe lontano …
    Ed è il passo di “Mt” 24, 21-22, il “Discorso escatologico” cosiddetto (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_escatologico): “Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, **quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino ad ora**, **né mai più vi sarà**. E **se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe**, ** ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati **” (“Mt” 24, 21-22, appunto, vi son passi paralleli in “Lc” e Mc” con qualche significativa differenza; “E se quei giorni non fossero abbreviati, … ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati” = l’ “élite”, “in sensu Guénonis”, **non** “in sensu actuali” …).

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  10. ‘Costituito questo “cuore”, canale attraverso cui dall’Alto si potrà raggiungere gli strati più esterni dell’umanità, allora sarà possibile iniziare un’altra fase. Ma, come detto da Monsieur G., ciò non significherebbe comunque che la collettività perverrebbe a un’alta conoscenza, così come sarebbe assurdo pretendere che l’inizio del percorso individuale significhi la trasfigurazione di tutta la “natura inferiore”’.
    Ed È COSÌ.
    “Perciò, se così fosse, la domanda riguardo alla possibilità di far intervenire qualcosa all’interno di questo sistema di necessità sarebbe ricondotta alla necessità (e alla priorità) della costituzione dell’élite e alla sua funzione escatologica nei confronti dell’intera umanità (e non più del solo Occidente ormai).”. Certo, ma questa “necessità di ‘constitutio’ dell’ ‘élite’” - necessaria per far intervenire un qualcosa di **sbloccante** nel chiuso “kyklos tês genèseôs” della “necessitas” (= “eimarmènê” = “samsâra”), insomma un “solvens” che risolva -, questa cosa il cui ruolo è necesario per ottener tutto ciò, essa stessa cosa NON È afferente al mondo dell’ eimarmènê” e della “necessitas”, ma, invece, viene dal “mundus spiritualis” che è un mondo di “libertà”, ovvero appartiene alla “possibilitas”,
    **Per questo** - perché questa “necessità” dell’ “élite” sia effettivamente - occorre la scelta “libera”, il “richiamo” e l’ “aspirazione” **********************libere********************** da parte di un “Chi” - quand’anche “collettivo” e composto da più individui … - che “richiami” ciò espressamente …
    Ed è QUESTO CHE - OGGI - non riusciamo ad avere, ad ottenere, manca del tutto, e ciò **anche** per il mero ricorso alla “virtualità” e per i veri e propri **tradimenti** operati sia in ambito religioso sia in ambito iniziatico, per parlarci chiaro …
    In una parola, ci son ancora troppi Saruman in giro …
    Questo è il “nodo” e lo “snodo” in cui siamo.
    Se vi fosse stata un minimo di “massa critica”, non saremmo mai giunti nelle bassure n cui siamo, nella Grande Bassa Marea in cui sguazziamo infangati da decenni, per non dir di più … E’ chiaro ed evidente, “oltre ogni ragionevole dubbio”, per dirla con la ben nota frase fatta … e sfatta … talvolta sfitta … ed asfittica … [Scherziam scherziam scherziam, per non cedere a scora menti menzogneri di sorta: gli scoramenti mentono]

    Vi sarebbero molte, moltissime altre cose da dirsi, non è né il tempo né il luogo; Si crede, tuttavia, di aver fatto “presentire” - e per sin “sentire” - l’ “ossatura fondante” di queste considerazioni, vitali oggi, decisive oggi, ma mai tanto neglette.

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  11. Intanto le cose vanno secondo “necessità”, come scrisse “illo tempore” Guénon, e le “Sette torri de diavolo” - come detto su questo blog da *degli anni*, continüano nel loro piano (si apprestano ad abboccare del tutto con qualche “destra xenofoba” al potere ovvero l’arrocco, ovvero quel che queste forze volevano), ed anche se questo tema, riportato al centro dell’attenzione temporaneamente da Marco Capuzzo Dolcetta in un video in vendita con “l’Unità” vecchio style, nel 2005, e poi con gli scritti di E. Fortunia qualche anno dopo, propinqua da R. Guénon, che a sa volta commentava degli scritti di W, B. SEABROOK, “Adventures in Arabia”, Harcourt Brace and Co. New York City 1927, quindi **Anni 20** del secolo scorso, non ieri (vi è l’edizione fotolitica della collana “evoliana.it” in 250 esemplari, Villa San Giovanni, Italia s.d., con foto dell’epoca - cosa interessantissima quest’ultima -, una rarità bibliografica che dovrebbe andare in varie pubbliche biblioteche, se vi fosse una sensibilità … ma **non** sogniamo!! …).
    Ora il punto è questo: QUESTA È UNA SERIE DI NECESSITÀ CHE SI IMPLICANO CON COME FINE ULTIMO, LA “DISSOLUTIO”. SE “SI” vuol interferire in tale catena di “necessità”, THEN **non** ci si può opporre FRONTALMENTE, ma occorre - PRIMA - risolvere “il punto” di cui sopra s’è brevemente detto …


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  12. “Fullness Of Wind” (Variation On ‘Canon In D Major’) [Brian Eno]
    https://www.youtube.com/watch?v=Zzse5IrIi4E
    “Spirtus autem ubi vult spirat et vocem eius audis et nescis unde veniat aut quo vadat. Sicut est omnis qui, ex spiritu, natus est”.
    Sicut est omins …


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  13. Certo che non è poco, la nigredo è andata ben oltre *ogni** previsione.
    “Significherebbe mettere a rischio la propria anima. Dire, ok, faccio parte di questo mondo” “Questo non è un paese per vecchi”. Ma è un intero mondo che ha “messo a rischio la propria anima”.

    Alcuni pensano che l’abbia già persa. Probabilmente questo tema sta dietro la crisi che dura da tempo e sembra non finir mai.

    Per questo tutte le chiacchiere ammorbidenti e le semplicistiche soluzioni fasulle non funzionano: non possono, non c’entrano, non centrano il punto vero.

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  14. Il “Chi” è l’“élite”, o - per dir meglio - coagulare il “Chi” in non insufficiente - seppr **sempre *inevitabilmente* minima**, numericamente parlando - misura è lo scopo dell’“élite”, per così dire



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